CAROSINO

 

 

 

In epoca magnogreca, questo piccolo centro di pianura, posto a 70 m s.l.m. e distante solo 14 km dal capoluogo, era un importante centro commerciale in ottima posizione geografica sull'asse che univa Taranto alla Grecia. Appena fuori dall'attuale centro abitato, sorge la masseria Misicuro, che conserva il nome dell'antica Mesochoron, luogo in cui probabilmente si dividevano la Via Appia e la Via Salentina. Carosino decadde nel IX sec., durante la guerra greco-gotica: fu allora che l'abitato si divise tra casali e case grotte e che l'agricoltura e la pastorizia sopravvissero come uniche attività economiche. Ancora oggi l'agricoltura, grazie al protrarsi della stagione estiva ed al clima particolarmente favorevole, dona raccolti sempre abbondanti. I filari dei vigneti e gli ulivi si alternano alle bianche masserie di campagna, dove spesso è possibile gustare o acquistare prodotti tipici di questa terra. Famosa per i suoi vini - ma anche per l'olio e per l'uva da tavola - Carosino ospita ogni anno in agosto una nota Sagra e mostra mercato del vino, occasione in cui dalla fontana della piazza principale viene fatto zampillare vino per tutti i presenti. Segue in ottobre un'altra Mostra mercato dei vini pugliesi, tra cui spiccano i locali Malvasia Bianca di Carosino e Primitivo del Tarantino (ottimo rosso dal sapore asciutto), molto apprezzati sulle tavole italiane. Come altri centri di questo versante della provincia tarantina, ospitò una comunità albanese nel XV sec., le cui tradizioni si sono perse nel tempo. Fu anche feudo di famiglie nobili della zona: tra queste, i tarantini Simonetta vi fecero realizzare una residenza castellana nel XV sec., oggi inglobata dal Palazzo baronale costruito nel XVII sec. dalla famiglia D'Ayala secondo gli stereotipi dell'architettura militare medievale, in stile piuttosto manierante. Rimaneggiato in epoca moderna ed abbellito sulla sommità da una merlatura continua, il Palazzo è attualmente proprietà del Comune grazie ad un atto di donazione dei D'Ayala. Risale , invece, al XIV sec. la Chiesa Matrice, dedicata a S. Maria delle Grazie in cui si custodiscono una tela raffigurante la Madonna del Rosario, un Crocifisso ligneo del '700 e, sull'altare maggiore, un affresco del '600.

 

 

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