MONTEIASI
In principio fu agro di proprietà della famiglia Antoglietta. Poi - come accade in molti paesi di questo versante- alcune colonie di albanesi, che ben si integrarono con le genti del luogo, lo popolarono nel XVI sec. Ma , verso la fine dello stesso sec., quando il feudo passò alle autorità ecclesiali di Taranto che proibirono la celebrazione di qualsiasi rito greco su tutto il territorio, la comunità albanese fu costretta ad emigrare alla ricerca di paesi più tolleranti e la zona si spopolò. Tracce di quel periodo sopravvivono soltanto nella Focara, attesissima manifestazione che vi si svolge oghi anno a Marzo con tavolate, falò e fuochi pirotecnici in onore del protettore dei falegnami, San Giuseppe. Inportante monumento storico è la cinquecentesca Chiesa Matrice, dedicata a San Giovanni Battista. Vi si custodiscono arredi di gran pregio, tra cui tre antichi Crocifissi (il primo in legno posto al centro dell'abside, gli altri due più piccoli in cartapesta e in legno del '700 conservati in sagrestia), la Cappella del '600, la statua in legno della Vergine Immacolata del '600 e la statua in cartapesta del '700 di San Giovanni Battista. Un singolare contrasto cromatico si gioca tra la facciata rigorosa ed il colorato prospetto laterale, scavato con profondi nicchioni inpreziositi da figure in rilievo. A 47 m. s.l.m. e distante dal capoluogo 17 km., questo piccolo e tranquillo centro di campagna vive quasi esclusivamente di agricoltura: olive ed ortaggi di varie specie sono tra i prodotti più apprezzati delle sue terre. |