PALAGIANELLO

Punto nodale delle gravine dell'arco jonico tarantino, Palagianello, con la sua omonima gravina, conserva un centro storico testimonianza della presenza dell'uomo dal Paleolitico ai giorni nostri. L'abitato - posto a 133 m sul livello del mare - è facilmente raggiungibile in auto dal capoluogo di provincia, da cui dista solo 35 km, percorrendo la SS. 7 "Appia"; ed è a pochi minuti di distanza dal casello d'entrata dell'autostrada A14 "Adriatica". L'emozione visiva è forte per il turista che intende arrivare in treno dove è possibile rimanere incantati dalla semplice e selvaggia bellezza della gravina, dove l'uomo scavando nelle sue tenere pareti ha dato vita ad una suggestiva architettura urbana del vivere in grotta, con abitazioni, chiese, necropoli, strade, scale, cisterne, coltivazioni a terrazzo tutto sotto il controllo austero del Castello, probabilmente costruito da Tiberio Domini Roberti nella prima metà del XV sec. e più volte riadattato dai Caracciolo a partire dal XVII sec., che presenta una pianta quadrangolare con un grande cortile centrale, ed è racchiuso esternamente ai lati tra quattro torrioni angolari. Tra le più interessanti chiese-cripte vi è San Nicola che conserva interessanti affreschi, in particolare sulla parete dell'abside una inconsueta Deesis con Cristo Pantocratore tra la Vergine e San Nicola, degli inizi del XIII sec. con ridipinture del XIV sec.; da segnalare sulla parete est dell'aula, San Pietro con le chiavi e croce, e nella nicchia sud dell'aula San Mattia risalenti entrambi alla prima metà del XIII sec.. Affascinante è la piccola chiesa dei SS. Eremiti, che presenta alla destra della porta d'ingresso due grandi arcosoli funerari, all'interno dell'aula e il bema con le caratteristiche forme trapezoidali di derivazione altomedievale, mentre gli affreschi rappresentano a sinistra dell'altare Sant'Eustasio a cavallo, in atto di trafiggere un cervo, fra le cui corna appare un busto di Cristo e a destra l'Arcangelo Michele con scettro e globo databile al XII sec..

 

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