PALAGIANO

Da una parte il mare, distante appena 6 km con il suo litorale addolcito da spiagge senza soluzione di continuità, dall'altra le colline premurgesi a 2 km circa, annunciate da una lussureggiante vegetazione di pini d'Aleppo e ulivi. Nel cuore della "Conca d'Oro", così detta per la fertilità delle sue terre e l'abbondanza dei prodotti che vi si coltivano, Palagiano occupa una felice posizione geografica al culmine dell'arco ionico, di cui costituisce il punto mediano, nei pressi dei più importanti assi stradali dell'intera zona. Maggior centro ortofrutticolo della provincia, è conosciuto dagli amanti della genuinità e della buona tavola per i suoi agrumi (esposti ogni anno in fiere e sagre locali), l'olio e le olive da conerva, i pomodori, l'uva di qualità "Italia" - tra le più richieste del mercato vitivinicolo nazionale - il frumento, i latticini ed i formaggi freschi e stagionati. Nata probabilmente sulle vestigia dell'antica Paelagius, presenta i resti di numerose tombe e di quello che doveva essere un insediamento del II-I sec. a.C.: appena fuori dal nucleo abitato, a ridosso dell'antica Via Appia, è il "parete pinto", così denominato dalla gente del luogo per il suo aspetto che, da lontano, appare punteggiato. Si tratta di un pezzo di opus reticulatum, un muro realizzato con tasselli di pietra tutti della stessa grandezza, a loro volta cementati da un impasto molto resistente. Sulla sua funzione si ipotizza l'appartenenza ad un grande recinto per il bestiame di epoca consolare. Altre teorie sostengono la sua derivazione da una cisterna per la raccolta delle acque o da una villa patrizia. Da non perdere la visita alle Chiese di Maria Immacolata e della Maria Santissima Annunziata. La prima risale al '500 e presenta una facciata semplice e lineare su cui spicca un elegante rosone impreziosito da fregi di notevole fattura. L'interno ha una sola navata, coperta da una volta a stella. L'altra, settecentesca, ha una facciata semplice e austera, con interno a navata unica sulle cui pareti si aprono nicchie ed arcate abbellite da altari. Da questa chiesa prende l'avvio la tradizionale cavalcata in costume, in gergo Scamb'sceet, che si celebra ogni anno ad agosto in occasione della festa patronale di San Rocco. Sfilano tra la folla due cavalli elegantemente bardati e montati da piccoli fantini vestiti con gli stessi colori dell'abito del Santo: verde la tunica, marrone e giallo il mantello. Il rito risale ai secc. XII-XIII, epoca in cui, all'annuncio dell'arrivo di una personalità di riguardo, gli abitanti del villaggio, le correvano incontro festosi e l'accompagnavano, in segno di giubilo, per le principali vie del villaggio.

 

 

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