ROCCAFORZATA
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E' un paesino di circa
millecinquecento anime su cui veglia la mole possente di un Castello.
Qui il tempo pare essersi fermato, mentre intorno - anche la città
è a soli 15 km - la vita corre in fretta: i colori, l'aria muschiata
dei boschi, i campi coltivati restituiscono alla vista paesaggi rurali
dimenticati. Roccaforzata vive, infatti, fondamentalmente di agricoltura.
Il suo nome ne svela l'essenza di fortezza, cui si aggiunse, nel 1561,
l'appellativo di "forzata" quando il centro divenne feudo
della nobile famiglia La Forza. Nel punto più elevato dell'antico
borgo, a 145 m s.l.m., svetta il Castello, vigile sulla pianura
che si estende sino a Taranto. Lo si avvista dal mare, dalla costa orientale
puntinata di torri difensive: ciò testimonia la sua appartenenza
alla catena di fortificazioni periferiche di Taranto. La sua struttura,
in elegante pietra locale - che ingloba un torrione trecentesco - è
quella tipica del palazzo baronale del Cinquecento. Anche se alcuni
studiosi ne attribuiscono la costruzione ai Chiurlia nel '600, i recenti
restauri hanno portato alla luce strutture murarie preesistenti e databili
nel XV sec.. A pianta rettangolare, ha dimensioni davvero imponenti,
con caditoie ad ogni finestra e cornicione fortemente in aggetto. Al
centro del paese è posta la Chiesa della Santissima Trinità
che risale al 1578 ma è stata ristrutturata ed ampliata nel 1957.
Al suo interno è custodita una tela della Santissima Trinità
realizzata da un autore ignoto nel XVI sec. |