SAVA
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Una cittadina di terra
e mare, che la fertilità della campagna e la vicinanza alle spiagge
incantevoli di questo tratto del litorale rendono tappa ideale di un
itinerario enogastronomico tipicamente estivo. Il suo territorio, tra
i più fecondi della provincia, dona in abbondanza prodotti agricoli
di ottima qualità, come l'olio d'oliva e i fichi ancora lavorati,
dopo l'essiccazione, dai tradizionalisti. Ma Sava è nota soprattutto
per i suoi vini, la cui gradazione molto sostenuta, conosciuta in tutta
Italia, è utilizzata da numerose aziende per "tagliare"
i vini prodotti in altre regioni, anche se in questi ultimi anni si
è passati all'imbottigliamento in loco di buona parte del prodotto.
Distante dal capoluogo 28 km e posta a 107 m s.l.m., la sua fondazione
risalirebbe alla fine del XIV secolo. Il Castello in tufo in
realtà non è un vero e proprio castello, pechè
la costruzioine ha i caratteri di una dimora gentilizia, quindi sprovvista
di fortificazioni, ma presenta un piccolo recinto ed un fossato in difesa
dagli attacchi esterni. Posto in posizione baricentrica, ha pianta quadrilatera
ed un notevole portale rinascimentale a bugne. La festa popolare che
si celebra ogni anno in onore di San Giuseppe ha ancora i tratti
tipici della tradizione. Insieme al grande falò che si fa ardere
per il Santo protettore dei falegnami, si imbandiscono ancora le mattre,
sia nella case che lungo le strade del paese. Ai primi del '600
risale la Chiesa Matrice, dedicata al Santo patrono Giovanni
Battista, con l'allungamento della navata centrale e la costruzione
di quelle laterali, oggi ha un prospetto dalle linee semplici, in originale
cotrasto con lo stile barocco della cuspide che svetta sul campanile.
La Chiesa di San Francesco, ampliata pochi decenni fa, è
invece, della fine dell'800. Il suo interno è impreziosito da
numerosi affreschi eseguiti da A. Valzano con episodi tratti dalla Vita
del Santo e da G.Bocchetti vincitore del concorso nazionale del
'55 per decorare la grande cupola dedicata alla regalità di Maria.
Degni d'interesse sono anche il Limitone dei Greci o Paretone
(s.p. per Lizzano - C.da Camarda), poderosa costruzione di pietre
a secco, probabile confine limitaneo tra la zona longobarda e quella
bizantina, di cui si conservano resti per un tratto lungo 700 m circa,
delle dimensioni di 5-7 metri di larghezza, e la Mmaculata ecchia,
cappella dedicata all'Immacolata, edificata nel 1783 con permesso reale
di Ferdinando IV. |