STATTE

Il primo maggio 1993 è nato il comune autonomo di Statte, il più giovane dell'intera provincia. Sino ad allora era sato una grande borgata di Taranto da cui dista solo 9 km. Sin qui, la storia recente che affonda, però, le sue radici in tempi molto remoti. Alla prima metà del secondo millennio del Neolitico risalgono, infatti, i Dolmen di Accettulla e di Leucaspide, su un territorio interessato da quei fenomeni di erosione tipici del banco calcareo di cui è fatta la regione e che hanno reso celebre la Murgia tarantina per la sua civiltà rupestre. Aspra è la bellezza della gravina di Statte, tortuosa e ricca di pinete d'Aleppo e di una florida vegetazione spontanea, fatta di numerose cavità e grotte naturali, fra le quali la più importante è quella di Monte Sant'Angelo, in cui gli strati archeologici, insieme ai reperti ritrovati, fra cui un'ascia di bronzo, hanno evidenziato la presenza dell'uomo paleolitico. La gravina di Triglie, grazie alla ricchezza delle sue acque ha sempre avuto grande importanza, esse infatti furono razionalizzate in epoca romana con la costruzione di un grandioso Acquedotto, che attraverso numerose gallerie scavate nel sottosuolo convogliava l'acqua fino a Taranto. Di notevole e suggestiva bellezza sono le cripte rupestri, testimonianze dei monaci S. Basilio (XI - XII sec), di San Giuliano o San Cipriano a Triglie e di Sant'Onofrio a Todisco, in cui si possono ammirare affreschi di grande interesse. Sempre nelle gravine innumerevoli sono le caverne ed inghiottitoi ricchi di fossili, popolate da singolari forme di vita animale in perfetta sintonia con il buio, spesso del tutto cieche, ma con gli altri organi di senso molto sviluppati. La Grotta di Leucaspide misura ben 356 m in lunghezza ed ha in serbo per i suoi visitatori concrezioni mirabilmente sagomate dalle acque. Tra le sue stalagmiti, stalattiti ed altre curiose sculture si aggirano, oltre agli immancabili pipistrelli, crostacei bianchi e rari coleotteri della specie Italodytes stammeri, privi di occhi e di colore rossiccio, considerati dagli entomologi veri e propri fossili viventi. Le masserie disseminate sull'intero territorio costiuiscono un capitolo molto importante della storia culturale ed economica di Statte; ad ovest la più significativa è Accetta Grande, ove è ben conservato un frantoio in legno del 1700. Ad est si possono ammirare due masserie fortificate con garritte e torri di avvistamento, Todisco a ridosso di un dirupo e Spagnolo, che ospita un elegante struttura ricettiva.

 

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